Le 4 mosse di cui nessuno parla. In questa ripubblicazione mancano i numerosi commenti che trovate nell'originale post di aprile 2012.
In tutto questo tempo sono arrivate tasse, promesse, bugie e menzogne. Alle 4 mosse seguenti nessun partito sembra seriamente interessato...
Libera l'Italia in 4 mosse.
1) Riforma elettorale. Il bipolarismo in Italia non ha funzionato. Berlusconi per vincere le elezioni si alleava con Bossi, Casini, Fini, Storace, Santanchè e Mastella. Ultimamente per salvare i numeri anche con Scilipoti e Di Gregorio. Prodi per vincere si alleava con Bertinotti, Di Pietro, Diliberto, Pecoraro Scanio, D’Alema e Mastella (che si alleava con chiunque ed era specializzato nell’acchiappare poltrone da destra, dal centro e da sinistra). Si sa come sono finiti i governi di centro-sinistra, travolti dalla confusione e dalle dissidenze interne; e quelli di centro-destra, composti da un’accolita di divoratori di appalti, tangenti e poltrone e famosi per le allegre “cortigiane” al seguito. Si vietino le alleanze pre-elettorali: era meno peggio la cosiddetta prima Repubblica quando c’erano DC, PCI, PLI, PSI, MSI, ecc. e chi vinceva, vinceva. La politica torni ai partiti politici, basta con i partiti azienda che cambiano nome ad ogni elezione, vendono fumo e fanno solo chiacchiere. La formula possibile: sbarramento al 5% e forte premio di maggioranza al partito che vince le elezioni; ripristino delle preferenze elettorali e del diritto degli italiani a scegliere le persone che vogliono e non i raccomandati, i “figli di”, le “amichette di”.
2) Riforma costituzionale del Parlamento. In Italia il Senato è un inutile doppione della Camera, non serve. Inoltre ci sono 630 deputati e 315 senatori. Nessun Paese al mondo ne ha così tanti. Abolizione del Senato. Camera con 500 deputati, non uno di più, in linea con i numeri delle nazioni più civili e progredite.
3) Riforma globale del mondo radiotelevisivo e dell’informazione: più mercato e meno monopolio. Liberalizzazione totale dell’etere e legge sul conflitto di interessi.
4) Riforma della politica. Finchè i “posti” della politica sono poltrone da 15.000 euro al mese o 20.000 euro al mese in politica si impegneranno sempre i pescecani, i mafiosi, i riciclatori, i disonesti, gli arrampicatori sociali, i figli di quello, vedi il trota (16.000 euro al mese), e l’amica di quell’altro (vedi la Minetti, anche lei 16.000 euro al mese). Non basta ridurre a due mandati la carriera politica (misura comunque sacrosanta). Bisogna rendere non appetibili gli stipendi di assessori e presidenti comunali, provinciali e regionali, deputati, ministri e senatori. Se tutti questi signori guadagnassero 3.000 euro al mese molti farabutti lascerebbero la politica e noi italiani festeggeremmo un nuovo anniversario della Liberazione.
Paolo Giunta La Spada
25 gennaio 2013
13 gennaio 2013
A grande richiesta ripubblico La Trappola...
A grande richiesta ripubblico qui sotto il post La Trappola di un anno fa.
Ripubblico integralmente.
Nel post la crisi di consenso di Monti e la rimonta di Berlusconi risultano ampiamente previste. Anche l'alleanza con la Lega risulta, pur nella difficoltà del momento, perfettamente prevista nel "ragionamento di Berlusconi".
Nell'originale di gennaio 2012 trovate anche i commenti, leggeteli, sono interessanti.
Provate ora a guardare che cosa scrivevano i giornali, di destra o di sinistra dell'epoca, e capirete che la lungimiranza è una qualità assente nel giornalismo italiano.
Avrei preferito sbagliarmi: il giornalista Severgnini, che pubblicò uno stralcio del mio post su Italians del Corriere della Sera, all'epoca mi scrisse: "ma allora gli italiani hanno la memoria corta!..."
Cortissima, dico io.
E aiutati, aggiungo, da giornalisti che fanno molto per fargliela perdere del tutto.
"La trappola
Il Washington Post del 27 dicembre 2011
(http://www.washingtonpost.com/opinions/italys-uphill-financial-fight/2011/12/23/gIQAJhETJP_story.html)
sostiene che l’economia del mondo non può reggere se l’Europa non risolve la sua crisi e che l’Europa non potrà risolverla se l’Italia non metterà in ordine il suo dissesto finanziario.
In Italia siamo sull’orlo del fallimento da tempo e non per la sola responsabilità dell’ultimo governo. Però responsabilità del governo Berlusconi è stata quella di non aver mai fatto nulla per il bene del Paese, ma di aver pensato solo al mantenimento del proprio potere e dei propri privilegi. Inoltre l’ex-premier ha anche la grave colpa di aver snaturato la struttura liberale e democratica del Paese con leggi ad personam che hanno favorito le sue aziende e i suoi uomini e di aver infangato l’immagine dell’Italia in tutto il mondo con uno stile di vita immorale e ridicolo non in linea con il buon nome della più alta carica della nazione. Il caso di Ruby, “nipote di Mubarak”, fu solo un esempio della lunga lista di “affari”, incidenti e brutte figure che l’ex-premier collezionò prima delle sue dimissioni dovute all’incapacità di rappresentare il Paese con la credibilità necessaria in sede internazionale.
Ce la farà l’Italia a mettere in ordine i propri conti e ad evitare il fallimento finale?
Le prime mosse del governo Monti sono in linea con l’esigenza di risanare i conti pubblici, ma sono apparse senza fantasia. A pagare sono sempre gli stessi, già massacrati dalle manovre del precedente governo Berlusconi. Eppure si sono create nel Paese nuove vibranti speranze: lo stile sobrio del professor Monti piace e convince, e molti confidano nelle misure “Cresci Italia” che il governo ha in mente di promuovere, pur senza risorse finanziarie, entro questo mese di gennaio.
D’altro canto l’avvento del governo Monti è parso anche una trappola ordita da Berlusconi: è stato come se il padrone di Mediaset avesse pensato quanto segue:
1) i sondaggi mi danno perdente con il PD che ha sorpassato il PDL, meglio quindi evitare le elezioni, piuttosto dò le dimissioni;
2) il nuovo governo Monti avrà l’arduo compito di tassare, prelevare, controllare. Se avrà successo cercherò di far vedere una presunta continuità col mio governo. Se invece dovesse fallire, come credo, gli sparerò contro tutta l’artiglieria del mio apparato politico e mediatico. Dopotutto chi è il prof. Monti che non possiede neanche un ciclostile davanti a me che ho migliaia di uomini piazzati in tutti i centri del potere in Italia, RAI compresa, e possiedo televisioni, radio, banche, giornali, società di calcio e case editrici?
3) Il governo Monti spaccherà la Sinistra. Infatti il PD è caduto nella trappola: pur di liberarsi di me hanno appoggiato Monti. Il giorno delle mie dimissioni molti di loro brindavano perché, come al solito, non hanno capito niente. Monti farà riforme impopolari e il PD perderà la sua base, pezzo a pezzo, già sta succedendo.
4) Certo mi dispiace un po’ per l’atteggiamento della Lega. Erano in caduta libera e ora, grazie all’opposizione, si riprenderanno anche nei sondaggi. Ma tanto li aspetto al varco: senza di me al governo non ci torneranno mai. E poi stanno sempre più antipatici a tutti e so io quanto li ho dovuti sopportare con i loro ricatti. Ma si sa: in "affari" io e loro ci metteremo sempre d’accordo.
5) Devo solo decidere se rimanere in campo o se passare la mano al fido Angelino Alfano, mia creatura e docile strumento nelle mie mani.
Fra un anno e mezzo, tra tasse e sacrifici e con l’Euro in crisi, di Monti non vorrà saperne più nessuno e il PDL rivincerà le elezioni."
© RIPRODUZIONE RISERVATA Paolo Giunta La Spada
Ripubblico integralmente.
Nel post la crisi di consenso di Monti e la rimonta di Berlusconi risultano ampiamente previste. Anche l'alleanza con la Lega risulta, pur nella difficoltà del momento, perfettamente prevista nel "ragionamento di Berlusconi".
Nell'originale di gennaio 2012 trovate anche i commenti, leggeteli, sono interessanti.
Provate ora a guardare che cosa scrivevano i giornali, di destra o di sinistra dell'epoca, e capirete che la lungimiranza è una qualità assente nel giornalismo italiano.
Avrei preferito sbagliarmi: il giornalista Severgnini, che pubblicò uno stralcio del mio post su Italians del Corriere della Sera, all'epoca mi scrisse: "ma allora gli italiani hanno la memoria corta!..."
Cortissima, dico io.
E aiutati, aggiungo, da giornalisti che fanno molto per fargliela perdere del tutto.
"La trappola
Il Washington Post del 27 dicembre 2011
(http://www.washingtonpost.com/opinions/italys-uphill-financial-fight/2011/12/23/gIQAJhETJP_story.html)
sostiene che l’economia del mondo non può reggere se l’Europa non risolve la sua crisi e che l’Europa non potrà risolverla se l’Italia non metterà in ordine il suo dissesto finanziario.
In Italia siamo sull’orlo del fallimento da tempo e non per la sola responsabilità dell’ultimo governo. Però responsabilità del governo Berlusconi è stata quella di non aver mai fatto nulla per il bene del Paese, ma di aver pensato solo al mantenimento del proprio potere e dei propri privilegi. Inoltre l’ex-premier ha anche la grave colpa di aver snaturato la struttura liberale e democratica del Paese con leggi ad personam che hanno favorito le sue aziende e i suoi uomini e di aver infangato l’immagine dell’Italia in tutto il mondo con uno stile di vita immorale e ridicolo non in linea con il buon nome della più alta carica della nazione. Il caso di Ruby, “nipote di Mubarak”, fu solo un esempio della lunga lista di “affari”, incidenti e brutte figure che l’ex-premier collezionò prima delle sue dimissioni dovute all’incapacità di rappresentare il Paese con la credibilità necessaria in sede internazionale.
Ce la farà l’Italia a mettere in ordine i propri conti e ad evitare il fallimento finale?
Le prime mosse del governo Monti sono in linea con l’esigenza di risanare i conti pubblici, ma sono apparse senza fantasia. A pagare sono sempre gli stessi, già massacrati dalle manovre del precedente governo Berlusconi. Eppure si sono create nel Paese nuove vibranti speranze: lo stile sobrio del professor Monti piace e convince, e molti confidano nelle misure “Cresci Italia” che il governo ha in mente di promuovere, pur senza risorse finanziarie, entro questo mese di gennaio.
D’altro canto l’avvento del governo Monti è parso anche una trappola ordita da Berlusconi: è stato come se il padrone di Mediaset avesse pensato quanto segue:
1) i sondaggi mi danno perdente con il PD che ha sorpassato il PDL, meglio quindi evitare le elezioni, piuttosto dò le dimissioni;
2) il nuovo governo Monti avrà l’arduo compito di tassare, prelevare, controllare. Se avrà successo cercherò di far vedere una presunta continuità col mio governo. Se invece dovesse fallire, come credo, gli sparerò contro tutta l’artiglieria del mio apparato politico e mediatico. Dopotutto chi è il prof. Monti che non possiede neanche un ciclostile davanti a me che ho migliaia di uomini piazzati in tutti i centri del potere in Italia, RAI compresa, e possiedo televisioni, radio, banche, giornali, società di calcio e case editrici?
3) Il governo Monti spaccherà la Sinistra. Infatti il PD è caduto nella trappola: pur di liberarsi di me hanno appoggiato Monti. Il giorno delle mie dimissioni molti di loro brindavano perché, come al solito, non hanno capito niente. Monti farà riforme impopolari e il PD perderà la sua base, pezzo a pezzo, già sta succedendo.
4) Certo mi dispiace un po’ per l’atteggiamento della Lega. Erano in caduta libera e ora, grazie all’opposizione, si riprenderanno anche nei sondaggi. Ma tanto li aspetto al varco: senza di me al governo non ci torneranno mai. E poi stanno sempre più antipatici a tutti e so io quanto li ho dovuti sopportare con i loro ricatti. Ma si sa: in "affari" io e loro ci metteremo sempre d’accordo.
5) Devo solo decidere se rimanere in campo o se passare la mano al fido Angelino Alfano, mia creatura e docile strumento nelle mie mani.
Fra un anno e mezzo, tra tasse e sacrifici e con l’Euro in crisi, di Monti non vorrà saperne più nessuno e il PDL rivincerà le elezioni."
© RIPRODUZIONE RISERVATA Paolo Giunta La Spada
Iscriviti a:
Post (Atom)