1 aprile 2013

L'occasione persa.

I numeri, per chi non ama le chiacchiere, sono questi:


al Senato:
PD - SEL    117
Grillo - M5S    54
Monti    18
PDL - Fr d'I.    117
Altri    9.


Alla Camera:
PD - SEL     349
Grillo - M5S     109
Monti   46
Berlusconi   125
Altri     1

Con questi numeri Grillo, insultando le istituzioni e tutti i partiti, ha preferito proibire ai parlamentari M5S la formazione di un governo PD-SEL-M5S che avrebbe avuto 171 seggi al Senato e 458  (458)  seggi alla Camera.

Lascio immaginare alla vostra fertile fantasia che cosa avrebbe potuto fare un governo con una così solida maggioranza e gli angusti spazi che sarebbero rimasti all'ex-premier Berlusconi e alla corte di Arcore con le sue "allegre" escort, il Trota e la Minetti inclusa.

Grillo avrebbe potuto proporre le leggi e tutte le riforme da sempre promesse e, del resto, avrebbe potuto "staccare la spina" al governo fra uno, due, tre, o sei mesi, in qualsiasi momento.

Incredibile, non ha alcuna giustificazione.

Le ragioni possono essere le seguenti:
forse vuole continuare l'opera di distruzione del PD, oppure è al servizio di Berlusconi, oppure, più probabile, non è in grado di passare dalla critica alla costruzione, e dalle chiacchiere alla concreta politica di governo.

Cioè in sostanza è un "venditore di cioccolate" con tutto il rispetto per chi vende cioccolata e zucchero filato alle fiere di paese.

Di uno così l'Italia può fare a meno.

Non serve a cambiare.

Serve a conservare.


I&W

13 commenti:

Camel senza filtro ha detto...

L'ho votato e non lo farò mai più

AnnaLisa ha detto...

E' vergognoso. Si è comportato come un clown.

Maria Teresa Urbani ha detto...

Nei sondaggi Berlusconi è tornato in testa. Grillo sta riconsegnando il Paese a Berlusconi.
Credo che non ci sia stata delusione più profonda per un movimento politico in così poco tempo.
Oltre al fatto che con i suoi insulti e il suo turpiloquio ha avvelenato l'atmosfera già irrespirabile e diffcile del nostro Paese

alberto cappello ha detto...

Quello che scrivi è un dato di fatto. Anche condivisibile volendo. Bene. Aggiungo solo che durante tutta la campagna elettorale, nelle piazze d'Italia Grillo ripeteva più o meno questo: "Se non ci credete non ci votate. Noi non faremo alleanze con i partiti." Giusto o sbagliato che sia, così è ed era già prima. Si chiama coerenza.

rbolletta ha detto...

più chiari di così!! non hanno giustificazioni è solo paura, tecnicamente si chiama ansia da prestazione ... che spesso fa brutti scherzi ... temo che il primario rassicurante servirà a lui!

rbolletta ha detto...

Grazie dei calcoli. E' tutto chiaro. C'è una terza ipotesi: ansia da prestazione che fa brutti scherzi a chi la spara troppo grossa. Il primario che rassicura spero che serva proprio a lui.

Massimo ha detto...

Paolo, non te la puoi prendere con Grillo, diciamo che lui è l'ultimo esponente masochista di una certa sinistra.
Di che cosa ti sorprendi.

La sua specializzazione è: come vincere le elezioni e poi perderle subito dopo in 10 giorni.
Lui dà sempre del morto che parla a tutti, forse dovrebbe iniziare a guardarsi allo specchio.

Massimo

Edoardo ha detto...

Bersani si è fatto fuori da molto tempo, Grillo c'è riuscito in pochi giorni.
In effetti ha del talento...
Il risuktato finale non cambia

Giuseppe Ficara ha detto...

In effetti, sono anch'io esterrefatto, non so se è vero quello che ho sentito da un tg poco fa, ma siamo arrivato al punto di respingere al mittente i voti ricevuti, senza però rifiutarne l'effetto giuridico... UN saluto da Giuseppe, nice to meet you at lunch.

Liliana V. ha detto...

E' impensabile che chi ha progettato una così grande forza politica sia ora impreparato davanti alla nuova situazione.
C'è una strategia di destra nella posizione di Grillo, altro che destra e sinistra sono tutti uguali come dice lui...
Questa strategia è l'attacco allo stato democratico.
Infatti grillo evita di parlare di lavoro, di industria, di politica fiscale.
Se lo fa, raramente, parla di singoli episodi, non si espone mai a dire come la pensa.
Mira ad abbattere non "questi partiti", ma i partiti in generale.
In sostanza può essere l'alleato perfetto di Berlusconi.
Anche se i suoi militanti non se ne sono ancora accorti e stanno nella fase dell'idolatria del capo.

paologls ha detto...

In passato ho guardato a Grillo-M5S con vivo interesse, ma oggi credo ci siano abbastanza elementi per capire.

Il progetto di Grillo-Casaleggio si può ben collegare ad un progetto liberista di mercato con uno stato ridotto al minimo della sua rappresentanza democratica.
Le istituzioni democratiche vengono continuamente insultate così come piace a tutti i leader di destra che amano il totalitarismo e che si beano del culto del capo.
Le opinioni degli avversari non si considerano: si squalificano con l'insulto costante.
Nel M5S non c'è alcuna dialettica democratica: i messaggi avversi a Grillo sul blog vengono cancellati o semplicemente non vengono pubblicati.
Se qualcuno si permette di pensare con la sua testa subito Grillo grida al complotto, o che si è pagati da qualcuno, o che si è per il finanziamento pubblico ai partiti (e se anche fosse?) e, ancora, si insulta.
Il partito di Grillo è in parlamento per ricevere ordini da Grillo- Casaleggio e vengono i brividi se si ragiona su come sarebbe l'intera società se al potere ci fosse quell'accoppiata e si passasse il tempo ad aspettare ordini dall'alto.
Se la politica in Italia ha spesso fatto pena non si può dire che l'antipolitica abbia iniziato meglio.

E' vero Liliana: non si può pensare che siano impreparati.
E' una strategia precisa.

E non fa bene all'Italia.

Un caro saluto.










Russel ha detto...

Analisi geniale.
Soprattutto il tuo ultimo commento

ErreBì ha detto...

Roma, sera di venerdi 19 aprile

Nel frattempo il PD è miseramente franato sotto i colpi di ben 101 franchi tiratori.
Bersani, Bindi si dimettono.
Prodi, furioso, ritira la sua candidatura a Presidente della Repubblica.
La dimostrazione pratica ed inequivocabile che il governo non si è formato non per l'irresponsabilità di Grillo e grillini, ma per l'inesistenza di unità e accordo nel centro sinistra.
Non sono stati capaci di votare nemmeno il fondatore dell'Ulivo. Che pena.
Il PD è morto. Viva il PD.

Rosanna Bernacchia