1 settembre 2019

Settembre

Già l’olea fragrante nei giardini
d’amarezza ci punge: il lago un poco
si ritira da noi, scopre una spiaggia
d’aride cose,
di remi infranti, di reti strappate.
E il vento che illumina le vigne
già volge ai giorni fermi queste plaghe
da una dubbiosa brulicante estate.
Nella morte già certa
cammineremo con più coraggio,
andremo a lento guado coi cani
nell’onda che rotola minuta. 

Vittorio Sereni








20 maggio 2019

Perché sono europeista



La democrazia italiana ha permesso a tutte le minoranze di vivere nella libertà e nella prosperità.
Fino agli anni Sessanta, io lo ricordo ancora, c’erano attentati dei tirolesi contro lo stato italiano. Da 60 anni non ci sono attentati secessionisti in Alto Adige – Sud Tirol e non ci sono mai stati in Friuli, Val d’Aosta, Sicilia e Sardegna. 
Quando sento di secessionisti del Nord o del Sud, che siano padano-veneti o filo-borbonici, mi viene da ridere. Non ci servono nuovi confini padani o borbonici in Italia, né ci serve un ritorno allo stato della Chiesa con l’indice dei libri proibiti, l’Inquisizione, e una teocrazia guidata da un Papa-re.
L’Italia, la nostra Patria, deve rimanere unita e libera.
Il futuro dell’Italia è in Europa, un’Europa sempre più laica e liberale, senza confini grazie all’accordo Schengen.
Oggi posso studiare, lavorare e vivere in qualsiasi Paese europeo senza alcun limite che non sia quello del rispetto della legge.
L’Europa è il luogo più libero e ricco del mondo e credo che sia interesse di tutti conservarlo tale.
Non ci sarà ricchezza senza la società aperta che l’Europa è e rappresenta ogni giorno.
L’Europa è come un club: se vuoi farne parte devi rispettare le sue regole.
Una è quella del contenere il debito pubblico di ogni stato perché l’Europa ha paura che se un membro del club fallisce, falliscono tutti.
Questa è la ragione per contenere la spesa pubblica inutile, fare riforme che favoriscano le imprese e la produttività, costruire infrastrutture utili al bene pubblico, incrementare le risorse per le scuole, le università, la ricerca, l’innovazione; tutelare e valorizzare l’ambiente, il paesaggio, i beni culturali, storici e artistici.
L’Europa è tutto questo e l’Italia ne è una parte importante.
Solo se l’Europa resta forte si avrà la possibilità di cambiarla; e solo un’Italia  governata da una classe dirigente colta preparata e sensibile potrà far contare le esigenze degli italiani in un quadro europeo e internazionale.
Il nemico di tutti noi è il nazionalismo, ma il nazionalismo non potrà mai avere una strategia comune perché i populisti e nazionalisti sono, semplicemente, per riportarci indietro al Novecento quando si produssero i protezionismi doganali, i sistemi autarchici basati su dittature, i sistemi ideologici dittatoriali che ci condussero alle persecuzioni basate sulla razza, alla cancellazione di ogni dissenso, alle violenze poliziesche e alle guerre di aggressione: questo sono i nazionalismi e non saranno mai altro perché sono solo in grado di scaricare su presunti capri espiatori, additati come nemici, interni o esterni alla società, tutte le frustrazioni dei popoli che con l’Europa libera, in realtà,  hanno vissuto nella democrazia e nella prosperità.
I nazionalisti, che oggi per meglio prendere in giro i fessi amano farsi chiamare sovranisti, dicono di volere uscire dall’Euro, ma non sono in grado di spiegare ai cittadini che i risparmi di tutti noi, benché magri, si polverizzerebbero subito con una nuova improbabile valuta che nessuno al mondo vorrebbe e che ci renderebbe immediatamente tutti più poveri. 
I nazionalisti dicono che bisogna sforare il deficit, ma non dicono che nessuno si fida di un debitore che continua a sperperare, spendere e spandere con inutili redditi cosiddetti “di cittadinanza” regalati a chi non fa nulla e dichiara di essere povero senza esserlo; e la prova di quanto dico è lo spread che continua a salire e  mostra la cifra di inaffidabilità del presente governo e dell’attuale politica agli occhi del mondo intero.
I nazionalisti propongono referendum sull’Euro, ma non sanno spiegare come verrebbero pagati i debiti internazionali in Euro contratti da noi italiani.
I nazionalisti ci porteranno, come accadde nel novembre 2011, sull’orlo della bancarotta, e, in un processo graduale ma inevitabile, alle tensioni economiche e alle guerre.
I nazionalisti anti-europei si auto-definiscono patrioti, ma sono solo nazionalisti che istigano a scaricare su stranieri e diversi le frustrazioni degli italiani.
Chi ama la nostra Patria come me, e come tanti altri italiani, dovrebbe lavorare per combattere la dilagante corruzione di cui soffre il nostro Paese, strappare il Sud a mafie ed eco-mafie, limitare lo strapotere dei grandi gruppi finanziari, combattere il divario crescente tra povertà e ricchezza, governare in modo intelligente, severo e pragmatico l’immigrazione di massa (evitando eccessi da una parte e dall’altra), restituire scuole e università funzionanti ai nostri giovani. 
Viviamo una crisi economica, politica, morale. Ad ogni crisi si fanno avanti duci e ducetti di ogni tipo che sembrano voler ricalcare le orme dei duci che ci condussero alla catastrofe, alle sconfitte e alle rovine di ieri.
Questi ducetti sanno indicare solo nemici: per Salvini i nemici sono gli immigrati, Macron, l’Europa, perfino Papa Francesco.
Per Boris Johnson i nemici sono Bruxelles e la Commissione europea. 
Per Orban il nemico è George Soros. Per Trump i nemici sono i latinos, i musulmani e tutti i paesi che non si inchinano al potere statunitense.
Questi ducetti hanno solo nemici, vogliono solo muri, non sanno costruire nulla.
Ai “muri” che questi ducetti vogliono costruire dobbiamo opporre la razionalità di un’Europa che rimane libera, garantisce pace e costruisce riforme utili allo sviluppo.
Solo l’Europa potrà garantirci libertà e democrazia, e solo in un’Europa libera e democratica potremo dare un futuro di pace e prosperità ai nostri figli.

W l’Italia. W l’Europa. 

15 marzo 2019

Il razzismo fa schifo


Con la crisi economica e culturale che stiamo vivendo si accresce il rischio di una deriva autoritaria, di una perdita di memoria storica che può precedere un'involuzione anti-democratica. 
Si deve dare più tempo e importanza allo studio e concepire un nuovo modo di fare scuola che permetta di trasformare le conoscenze in competenze civiche. 
Va spiegato che una cosa è parlare dei problemi della sicurezza o discutere del governo dell'immigrazione, fenomeni che si possono considerare con idee del tutto diverse, e anche contrastanti. 
Altra cosa è il razzismo. 
Il razzismo in passato ci ha portato solo alle guerre, alle dittature, alla perdita delle libertà e delle dignità, alla catastrofe. 
Il razzismo è contro il Vangelo, è anticristiano, è anti-scientifico, è anti-storico, è anti-umano.
La vita che ci è stata donata perde qualsiasi dignità se non siamo in grado di capire la bellezza che c'è in ogni essere umano.

L'orgoglio che abbiamo di essere italiani viene infangato e offeso da chi crede che il patriottismo consista nel non rispettare le patrie degli altri, le altre identità, le altre culture, il colore della pelle, i diversi occhi, gli sguardi degli altri e le differenti parole, le diversità.

La nostra civiltà ripudia il razzismo. 
Dobbiamo sempre opporci e dire no a qualsiasi forma di razzismo da qualsiasi parte venga.

Guardatevi dai maestri di odio.
Una società basata sull'odio, che accetta l'odio, sarà travolta e distrutta dall'odio...

Noi siamo per la bellezza della pace, per il rispetto di ogni cultura, che è il segno certo della nostra civiltà.




25 febbraio 2019

Il giro di boa


Siamo a un giro di boa.
Il Movimento 5 Stelle che doveva cambiare l'Italia nel senso dell'onestà e della semplificazione ha mostrato, insieme ad una diffusa impreparazione culturale dei suoi dirigenti, di fare da fragile e incerta spalla a una Lega di Salvini che ha cavalcato la rabbia degli italiani, per una globalizzazione selvaggia che crea disoccupazione e perdita di diritti, indirizzandola contro immigrati, stranieri e diversi, cioè contro ogni minoranza vista come capro espiatorio, esattamente come successe nelle peggiori derive totalitarie dell'Europa del Novecento.
Di questo processo ne beneficia anche la Destra, tutte le destre, visto che l'ascesa di Salvini permette di sdoganare classismi, razzismi e maschilismi di ogni tipo e genere.
Non è un caso che le donne, attualmente, siano regolarmente attaccate in ogni loro diritto, vedi legge 194, ma finanche nell'affermazione della loro identità che è, fino a prova contraria, diversità, una bellissima diversità che nella storia dell'umanità è stata spesso vilipesa, ferita, ignorata.
I rischi di un ritorno al sessismo degli anni 50/60 e alla perdita dei diritti delle donne, insieme alla perdita del diritto allo studio, alla salute, al lavoro, caratterizza questa nostra epoca.
Salvini appare funzionale, una specie di moderno "duce" del terzo millennio, a soddisfare le esigenze di "contenimento" delle classi lavoratrici sottoposte a salari sempre più bassi, a contenere le frustrazioni di un ceto medio proletarizzato da stipendi e pensioni sempre più da fame, scaricando su immigrati e diversi la rabbia di ogni problema nazionale.
Quando cade il ponte di Genova sarà colpa di un senegalese che ci salta sopra?...
Imperversano i furbi che traggono ogni occasione per pensare sempre ai loro casi e mai al bene di tutti; quelli che chiacchierano sempre, ma fatti non ne producono mai, né possono dare l'esempio con le loro vite ipocrite: parlano di famiglia tradizionale e vanno a puttane.
Davanti a tutto questo prospera l'indifferenza, si sviluppa il disimpegno, cresce la rassegnazione.

Soprattutto nei nostri giovani che invece hanno bisogno di progetti concreti e di impegno, e di vedere, nel mondo di noi adulti, il modello di un'Italia seria che lavora e sa essere punto di riferimento ed esempio da seguire.




23 gennaio 2019

L'umanità

Si possono avere idee diverse sull'emigrazione e sui problemi dell'integrazione, e io sono il primo a metterli in evidenza, ma che da un giorno all'altro centinaia di persone siano TRASFERITE? DEPORTATE? PORTATE VIA? dal luogo dove hanno vissuto per anni e, senza un preavviso ragionevole, siano destinate a luoghi ignoti senza alcuna logica che tenga conto della loro umanità e delle loro storie personali è inaccettabile.
I bambini dovranno interrompere i corsi scolastici già intrapresi da anni e le famiglie si ritroveranno ancora più estranee in luoghi lontani.
La dignità umana non sarà rispettata.
Questo è inaccettabile.
Si possono avere idee diverse, ma l'umanità è una sola e io la voglio rispettata sempre.