6 febbraio 2013

Perchè non scrivo più...

Alcuni lettori mi hanno chiesto perchè non scrivo più.

Signore, signori,
io amo l'Italia e amo anche gli italiani.
Io incontro tutti i giorni, da una vita in giro per il mondo, italiani che sono più bravi degli stranieri, più carichi di grinta, più belli, più profondi e più umani.

Però il mio Paese è ammalato di cancro.

Un cancro che si annida nella sua storia taciuta e mal raccontata.

In una classe dirigente incapace, trascurata e ladra, di cui ci si può solo vergognare.
Un cancro che si annida in un popolo che non studia e non legge libri, guarda le televisioni dell'ex-premier ed è contento, come 2.000 anni fa, di panem et circenses, cioè di essere schiavo senza neanche immaginare o sapere di esserlo.

Un cancro in una Chiesa che ha trattato l'Italia per secoli come proprietà dinastica, l'ha sfruttata e resa serva di credenze e servaggi feudali; e poi l'ha avversata, infine ha creato partiti, banche e strutture politiche per riprendersela, alla faccia della democrazia liberale.
Un cancro in partiti politici e movimenti diretti da personaggi che tutti, senza eccezioni, festeggeranno le elezioni la sera del 25 febbraio, come se avessero vinto, e senza rendersi conto che perde l'Italia perchè oggi, in questo nostro amato Paese, non c'è cultura civile, nè senso dello Stato, nè sogni, nè voglia di vincere.

Le volgarità abbondano, i leader o promettono menzogne, o stanno zitti su ciò che interessa veramente agli italiani, a chi lavora, a chi paga le tasse, a chi educa dei figli, a chi ogni giorno non sa più che cosa mettere a tavola per cena.

Questi italiani che dovrebbero decidere tra chi già li ha imbrogliati per un quindicennio offendendo perfino l'immagine dell'Italia nel mondo con una corte di "escort", ladri, "nipoti di Mubarak", inetti e raccomandati.
O tra un "usato sicuro" sempre incerto e vacillante nel pensiero e nella parola.
O tra un ex-comico che raccoglierà milioni di voti di arrabbiati senza sapere che farsene perchè non si sa neanche chi sarebbe il premier se vincesse le elezioni.
O tra un magistrato, ancor più incerto, che con la sua presenza politica riuscirà, semmai ce ne fosse bisogno, ad indebolire la Sinistra fino a mutilarne la già zoppa vittoria o a permetterne l'ulteriore sconfitta.

Senza un vero leader che abbia voglia di trasformare la politica di questo Paese nel senso del rigore morale e della civiltà, che dica chiaramente, ma è solo un esempio, che il Senato va chiuso perchè non serve a niente, e che gli stipendi di parlamentari, ministri, presidenti, assessori di ogni regione e provincia, avvocati di stato, dirigenti politici di asl e aziende partecipate dello stato sono uno scandalo che va fermato e subito.

Nessun leader che dica chiaramente che l'Europa è in recessione da 4 anni e ci resterà per almeno altri 10, e che va fatta una politica industriale, agricola, culturale, turistica, commerciale, individuando subito i settori dove investire per rilanciare il Paese.
Non c'è un intellettuale, un regista, uno scrittore, un artista che si prenda la briga di firmare un manifesto culturale, per fare informazione, per costruire, e quei pochi che lo fanno sono, o soli e abbandonati, o sostenuti dai soliti gruppi di interesse.

E intanto i giovani di talento vanno all'estero e il Paese, istituzione per istituzione, ufficio per ufficio, rimane in mano a ladri, mafiosi e "furbetti".

Oggi, come sempre, l'italiano è un esule.
Mi fermo qui?


Paolo GLS

16 commenti:

Russel ha detto...

Deciso di non votare?

Camel senza filtro ha detto...

Saluti da un esule a Berlino.

Chiara ha detto...

NO! NON TI FERMARE CONTINUA A SCRIVERE.
In questo chiasso assordante di tante chiacchiere e falsità c'è bisogno di una voce fuori dal coro che purtroppo pochi possono ascoltare.
E' proprio vero stiamo cadendo nel burrone.... io però mi fermo prima.
Chiara

Anonimo ha detto...

Caro Paolo, quante verita' nelle tue parole e quanta tristezza purtroppo. Ora come ora, a me, l'Italia, putroppo, fa schifo. Mi permetto: continua a scrivere.Francesca

paologls ha detto...

Non ho detto che non voto. Probabilmente voterò il meno peggio. Ma il 25 sera starò lontano da qualsiasi resoconto televisivo e soprattutto non mi farò illusioni sul futuro d'Italia. Tra l'altro, potrebbe capitare di tornare a votare fra 6 o 7 mesi. Il nostro è un Paese in cui va riscritta la storia (e per questo continuerò il mio impegno e in questo blog troverete presto un saggio sul 1796 in Italia) e vanno ricostruite in meglio scuola e università.
C'è troppa ignoranza, inciviltà, mediocrità. E non si studia. E la cosa peggiore è che in Italia ormai sono assuefatti a tutto questo. Basta. Vediamo se qualcuno è d'accordo con me.

Matteo B. ha detto...

Paolo, col pessimismo non si risolve niente!

Edoardo ha detto...

Grazie Paolo, hai ragione e su una cosa in particolare, qui non si rendono conto.
Assuefazioone e rincoglionimento totale, Balotelli, l'IMU, vince questo e vince quello che sembra il festiva di San Remo.
Tu più di un anno fa avevi previsto la... trappola e la rimonta di Berlusca.
Il Pd ti dovrebbe assumere come consulente elettorale, eviterebbero diverse brutte figure...

rbolletta ha detto...

Caro Paolo, la tua posizione non mi convince. Proprio perché la situazione è così difficile ciascuno deve fare la sua parte e chi riesce ad analizzare la situazione da storico colto non può isolarsi condannando tutto e tutti. Il grande rischio di questo momento è di fare di tutta un’erba un fascio, come se spegnessimo la luce e allora tutte le vacche sono nere. Ma se guardiamo meglio con un po’ di luce ci sono quelle nere, quelle pezzate e quelle bianche. Ciascuno di noi deve assumersi una parte delle responsabilità che gli competono analizzando come ha agito nelle tante occasioni in cui ha potuto decidere: quante volte abbiamo pagato in nero senza fattura, quante volte abbiamo approfittato di circostanze favorevoli, per chi abbiamo effettivamente votato in passato. Insomma non siamo le vittime di Berlusconi ma Berlusconi è un nostro prodotto, è l’emblema che democraticamente abbiamo scelto in tante occasioni. E riuscire a capire cosa è successo, come siamo arrivati sin qui ci aiuta ad uscirne e a tornare a sperare.

Stefano Parrettini ha detto...

Hai ragione su tutto.
Brutta campagna elettorale con Berlusconi che cerca voti in cambio di soldi (dell'IMU) che andrebbe a prendere ai cittadini in un altro modo ma sempre dalle stesse tasche nostre: eppure tanti italiani se la sono bevuta!
La Sinistra che dorme placida e gli estremisti di tutti i tipi che gridano senza porsi il problema di chi può vincere, governare e soprattutto per fare cosa.
Se dovesse uscire un governo, qualsiasi esso sia, durerà tre mesi.
Troppa confusione all'orizzonte.
Inoltre la crisi continuerà a scompaginare i progetti di governo e l'Europa con i suoi nazionalismi all'inglese non aiuterà.

Lisa ha detto...

Hai ragione... purtroppo!

Liliana V. ha detto...

Pls, continua a scrivere!

I tuoi post sono sempre interessanti!
Grazie!

Giangiacomo ha detto...

Tutto questo... oppure Vendola

paologls ha detto...

Carissimi tutti,
se un italiano oggi ama l'Italia, stavo dicendo la Patria ma ho immaginato, ahimè, il "disagio" di molti "benpensanti" di sinistra, ha un po' di difficoltà; soprattutto se invece di vivere a casa risiede all'estero. Il confronto con gli stranieri diventa lacerante e la vista del Bel Paese da lontano è un'angoscia. Ho detto che studierò e scriverò sempre della storia d'Italia e della nostra identità, l'ho fatto tutta la vita e continuerò a farlo, e se c'è una cosa che mi rende orgoglioso è che per l'intera mia esistenza ho promosso la lingua e la cultura italiane molto al di là dei miei compiti istituzionali. Ma mi voglio risparmiare, almeno per ora, l'attualità politica spicciola che trovo estremamente squallida, rissosa e di infimo livello.

Un caro saluto.
P

Ada ha detto...

Come non darti ragione?
La cosa che più mi indispettisce è che la campagna elettorale la sta "battendo" ancora il cavaliere, cioè il personaggio incapace che ha rovinato l'economia italiana e infangato l'immagine dell'Italia all'estero per anni.
Un sacco di gente ci ride sopra, ma cosa c'è da ridere?

P.S. : ehi, non smettere di scrivere!!!

paologls ha detto...

A leggere la stampa di oggi:

colpisce l'ingenuità di molti. Ma è ingenuità poi? O è la disonestà che deriva dal non voler vedere? Oggi, solo oggi, si sono accorti della "pericolosità del fenomeno Grillo"; oggi, solo oggi, si sono accorti della "rimonta berlusconiana".
Oggi, solo oggi, si rendono conto che si va al pareggio...

Non potevano pensarci prima?
Ci voleva tanto?

Anonimo ha detto...

Berlusconi che rimonta, dopo l'insuccesso del suo governo e il fango di cui ha ricoperto l'Italia con le Ruby e le Minetti, è una vergogna.
La faciloneria con cui tutti gli altri vanno alle elezioni litigando o sentendo di aver già vinto è un'altra vergogna.
Hai ragione, siamo senza speranza, assuefatti a comportamenti che si intendono solo se si è lontani dall'Italia
La mia stima per te, e un cordialissimo saluto
Alessandro
Però