Oggi la Sinistra sta facendo un grande regalo alle Destre: sta regalando alle Destre il tema della critica dell'Europa.
E' incomprensibile visto che l'Europa di oggi, con le sue forme politiche, non sembra essere né animata da spirito di giustizia e condivisione, né solidale nei confronti delle classi sociali che, in ogni nazione, stanno pagando la crisi al posto di chi l'ha prodotta.
Io sono stato favorevole alla costruzione dell'Europa unita perché ha garantito pace e prosperità per più di mezzo secolo, ma sono decisamente avverso a come si è prospettata l'Unione Europea in questi ultimi 12 anni con l'unione monetaria basata sull'Euro.
L'Euro ha comportato una unificazione forzata delle politiche monetarie che ha favorito Germania e Francia, forti di una diplomazia accorta e unita sugli obiettivi da raggiungere: favorire le politiche industriali dei paesi del Nord Europa a svantaggio delle politiche agricole dei Paesi del Sud Europa, gestire le divergenti esigenze finanziarie dei varii paesi con una forte centralizzazione preventivamente concordata a Parigi e a Berlino.
Oggi si parla sempre di debito pubblico, ma la crisi che ha cominciato a "mordere" a partire dal 2008 non ha colpito solo i Paesi con alto debito.
A quell'epoca la Grecia aveva il debito pubblico al 110% in rapporto al PIL, l'Italia il 106%, il Belgio l'89%, la Francia il 67% e la Germania il 66%.
La crisi è invece esplosa in Irlanda (debito pubblico basso al 44% del Pil), in Spagna (debito molto basso al 40%), in Portogallo (65%, inferiore a quello della Germania).
La crisi, con sovrapproduzione industriale, giacenze di invenduto, fallimenti di aziende, licenziamenti e disoccupazione, presupponeva:
1) svalutazione dell'Euro e parità 1 a 1 col dollaro
2) un cambio di politica economica a favore dell'agricoltura e dell'allevamento dell'area mediterranea
3) misure anti-inflazione.
E' stato fatto nulla.
L'Europa ha fatto finta di aiutare la Grecia, ma in realtà l'aiuto, cioè il prestito, è legato a tante e tali condizioni da concretizzarsi come una completa perdita di sovranità dei greci che sono ormai legati ad un interminabile futuro di pagamento-debiti con tassi da usura.
Facciamo un esempio immaginario:
ho un "fratello" che sta in crisi economica perché qualcuno gli impone di non produrre il latte delle sue pecore, o di non fare più i formaggi come li ha sempre fatti.
Secondo voi: io lo aiuto prestandogli i soldi a tassi da usuraio?
In quel modo mio fratello, inizialmente si sentirà blandito dagli aiuti e starà zitto, quindi uscirà dalla produzione e dal mercato, infine, ormai reso incapace di competere, fallirà per i debiti accumulati.
Lo aiuto se lo lascio libero di produrre quanto latte e formaggio vuole e se lo lascio libero di venderlo, incentivandolo a fare una produzione sempre migliore e di qualità, a chi gli pare.
L'Europa è "politica" calata dall'alto a vantaggio delle grandi multinazionali del continente, strozza le produzioni agroalimentari del nostro Paese, distrugge le produzioni tipiche e di qualità, e la biodiversità.
L'Europa continua ad esigere dalla Grecia il pagamento dei titoli di Stato emessi negli anni scorsi.
Nessuno dice che il paese più esposto con i titoli di stato greci è la Germania, le banche tedesche, i risparmiatori tedeschi che vogliono i soldi indietro a tassi da usuraio, a livelli di camorra.
Il salvataggio continuo operato dalla BCE va a vantaggio dei grandi gruppi finanziari tedeschi.
Nel frattempo la Grecia ha perso la sua sovranità perchè niente di ciò che succede ad Atene viene deciso ad Atene.
Tutto viene deciso a Bruxelles dai premier più in vista che a loro volta lo hanno deciso a Londra, Berlino e Parigi, e rispondono ai loro interessi nazionali e, in alcuni casi, ai propri interessi personali di natura elettorale o lobbistica.
Agli imprenditori agricoli italiani viene imposto di produrre tanto latte quanto fa comodo ai produttori tedeschi visto che a noi vengono imposte le quote latte e l'importazione del 50% del latte che consumiamo dalla Germania e dall'Austria.
Non possiamo produrre più di tanto formaggio, arance, o acciaio, perché qualcuno dall'alto, alla faccia dell'economia di mercato, stabilisce chi produce, dove e quando.
Gli accordi sottobanco tra imprese nazionali e rappresentanze politiche presenti a Bruxelles è prassi, non è net-working, è una "mafia in doppio petto".
Vengono immessi nel sistema finanziamenti ingenti a seconda delle lobbies più rappresentative di Strasburgo e Bruxelles.
L'impossibilità per i singoli paesi di fare autonome politiche economiche fa scattare gli attacchi dei mercati sostenuti da gruppi finanziari che hanno la forza per fare pressioni sulla Banca Europea e determinano il ranking dei vari paesi.
Che cosa ha di liberale e democratico un'Europa del genere?
Perché il Centro Sinistra sta "regalando" al Centro Destra il tema dell'analisi critica dell'Europa di oggi?
Che senso ha criticare Marchionne e poi accettare acriticamente l'Euro e un'unione monetaria che è decisa dai soli poteri forti?
L'Europa di oggi non è democratica: gli inglesi hanno creato l'espressione P.I.G.S. per intendere i Paesi "maiali", cioè Portogallo, Irlanda o/e Italia, Grecia, Spagna.
Proprio un bell'esempio di politically correct inglese...
Ogni giorno alla BBC, ma anche in tutte le radio e televisioni del Nord Europa l'espressione viene ripetuta per convincere i popoli che la colpa è dei P.I.I.G.S..
E' questa l'Europa del rispetto reciproco e della solidale unità di intenti?
Eppure per decenni, con la nostra lira e l'indipendenza della nostra economia, con persone straordinarie come Enrico Mattei, abbiamo fatto tanta strada.
In una terra ricoperta di montagne sismiche, senza minerali e senza risorse energetiche, dopo una dittatura insopportabile che aveva ridotto il Paese nelle macerie fisiche e morali, grazie solo al nostro lavoro di italiani svegli, intelligenti e laboriosi, siamo diventati il quinto paese più forte del mondo come PIL.
Con un'industria formidabile che ha creato alcuni tra gli oggetti più belli e tecnologici della storia dell'umanità.
Come mai con l'Euro le nostre imprese falliscono?
E' semplice: una politica finanziaria centralizzata a livello europeo non fa gli interessi dell'Italia.
E' un tema di Destra, di Sinistra, o è un tema caro a tutti noi italiani?
Ci sono due opzioni:
1) la riforma globale dell'Unione Europea
2) l'uscita dall'Unione Europea o, almeno, l'uscita dall'Euro.
Per praticare una delle due opzioni, o per praticare la prima riservandosi di entrare nella seconda, serve una classe di governo liberale e democratica, ferrata negli studi accademici e nell'esperienza sociale e di mercato, creativa, aperta, preparatissima a livello internazionale, che sappia usare le lingue straniere come fosse l'italiano, che sappia dirigere e coordinare le politiche industriali e agricole, i beni culturali e ambientali, i servizi, le infrastrutture, che sappia ascoltare gli italiani e, soprattutto, che non abbia complessi di inferiorità davanti alle altre classi politiche degli altri paesi.
E' un errore pensare, come fa la signora Merkel, che "la colpa è della Grecia", o che solo tagliando la spesa pubblica si possano risolvere i problemi delle aziende che chiudono.
L'intera politica europea è contro i nostri modelli di sviluppo e contro i nostri distretti industriali semplicemente perché è a favore di altri modelli e di altri distretti.
L'Europa è diventata anche un grande alibi per la Sinistra che fa sempre meno gli interessi dei lavoratori: il "ce lo chiede l'Europa" è diventato il verbo ipocrita di una classe politica che non sa riformare la società, non vuole tagliare i costi della politica, non sa difendere i diritti delle classi sociali svantaggiate sempre più colpite da tasse rapaci e abbassamento dei salari.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Paolo Giunta La Spada
6 dicembre 2012
4 dicembre 2012
Il triste condominio Europa.
Tutti sapete che cosa è un condominio. Pagate una quota mensile correlata alla grandezza del vostro appartamento e il condominio pensa a pulire il palazzo, aggiustare quello che si rompe, fare i lavori straordinari se è necessario. L'entità e la natura di questi lavori è spesso fonte di discussioni senza fine nei condominii. Perché dovrei pagare migliaia di Euro per fare una facciata che a me piace così?...può pensare un condomino.
L'Europa di oggi è come un pessimo condominio.
I suoi abitanti sono sempre più sospettosi e la prova è l'insorgenza di partiti antieuropeisti, di estrema sinistra ma più spesso di estrema destra, o improntati al più bieco e confuso populismo, a volte a sfondo regionalista. I nazionalismi, in 11 anni di unione monetaria, sono cresciuti. E' diminuita la voglia d'Europa.
Il perché è evidente. L'amministratore del condominio europeo è la Germania che fa ciò che vuole fin dal primo istante della fondazione europea.
La Germania, prima dell'unione monetaria, era in crisi economica e ricoperta di debiti. Alla Germania, al di là dei bei discorsi, serviva un mercato per la propria produzione industriale e l'Europa monetaria è stata fatta per tale ragione. Infatti dal 1999 al 2007 la bilancia commerciale tedesca è aumentato di 239 miliardi di dollari, di cui ben 156 realizzati in Europa. E' l'Europa che paga le merci tedesche, infatti nello stesso periodo gli scambi commerciali della Germania con la Cina hanno fatto registrare un saldo negativo e un - 24%.
Certo, se noi alle "riunioni condominiali" mandiamo l'allegro gruppo Berlusconi-Tremonti poi non possiamo lamentarci di niente. Merkel e Sarkozi hanno fatto ciò che volevano.
Infatti i contributi in denaro che l'Italia ha dato all'Europa nel quindicennio berlusconiano sono i più alti della storia dall'inizio dell'Unione Europea, e, nonostante gli aggiustamenti richiesti dal prof. Mario Monti, rimangono i più alti: l'Italia è il terzo contributore europeo in assoluto e il primo in relazione al reddito pro capite dei suoi abitanti.
"Complimenti" Mr. Berlusconi: oltre alle tante "Minetti" nei Consigli regionali di tutta Italia e in Parlamento, gli italiani hanno dovuto pagare anche anni e anni di manifesta incapacità nelle sedi europee ed internazionali. Mentre l'ex-premier, a capo di una banda di escort, Fiorito e Daccò varii, faceva battute, corna e barzellette condite da bestemmie, il condominio europeo rubava i nostri soldi.
Io non mi fido neanche della Sinistra. In Europa il Centro Sinistra italiano è succube: i leader di Sinistra dicono che in Italia ci vuole più Europa, ma al di là di questa bella espressione, più Europa in Italia ha significato finora, certo anche a causa dell'insipienza di Berlusconi-Tremonti-Frattini, due sole cose.
Primo: la nostra produzione industriale ed agricola massacrata da regole fatte non da noi, ma da altri che hanno interessi opposti ai nostri.
Secondo: i diritti che dovevano aumentare con l'Europa in realtà sono diminuiti. "Ce lo chiede l'Europa", dicono i governanti e i ministri dell'economia. C'è una perdita netta di sovranità popolare e l'Europa è diventata un "condominio" che impone regole a vantaggio di alcuni Paesi dotati di buoni apparati politico-diplomatici (Germania, Francia, Gran Bretagna) contro Paesi più poveri di mezzi economici o politico-diplomatici.
Questa Europa che presta soldi a tassi da usuraio e a vantaggio dei paesi usurai non è un'Europa da amare.
E' un'Europa che sta seppellendo gli ideali liberali e democratici su cui era stata fondata in un dopoguerra nato dalla lotta di liberazione dal nazifascismo.
Il Centro Sinistra farebbe bene ad acquisire una nuova e più creativa visione rispetto all'Europa.
La costruzione europea, pachidermia e burocratica, e l'unione monetaria, ingiusta e sbagliata, soprattutto per l'Italia, così come sono non hanno futuro.
Gli italiani pensino meno alle ideologie e si pongano l'obiettivo di inviare un gruppo di persone incorruttibili e professionalmente molto capaci nelle riunioni del triste condominio Europa.
E' in gioco la nostra libertà di oggi e di domani.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Paolo Giunta La Spada
L'Europa di oggi è come un pessimo condominio.
I suoi abitanti sono sempre più sospettosi e la prova è l'insorgenza di partiti antieuropeisti, di estrema sinistra ma più spesso di estrema destra, o improntati al più bieco e confuso populismo, a volte a sfondo regionalista. I nazionalismi, in 11 anni di unione monetaria, sono cresciuti. E' diminuita la voglia d'Europa.
Il perché è evidente. L'amministratore del condominio europeo è la Germania che fa ciò che vuole fin dal primo istante della fondazione europea.
La Germania, prima dell'unione monetaria, era in crisi economica e ricoperta di debiti. Alla Germania, al di là dei bei discorsi, serviva un mercato per la propria produzione industriale e l'Europa monetaria è stata fatta per tale ragione. Infatti dal 1999 al 2007 la bilancia commerciale tedesca è aumentato di 239 miliardi di dollari, di cui ben 156 realizzati in Europa. E' l'Europa che paga le merci tedesche, infatti nello stesso periodo gli scambi commerciali della Germania con la Cina hanno fatto registrare un saldo negativo e un - 24%.
Certo, se noi alle "riunioni condominiali" mandiamo l'allegro gruppo Berlusconi-Tremonti poi non possiamo lamentarci di niente. Merkel e Sarkozi hanno fatto ciò che volevano.
Infatti i contributi in denaro che l'Italia ha dato all'Europa nel quindicennio berlusconiano sono i più alti della storia dall'inizio dell'Unione Europea, e, nonostante gli aggiustamenti richiesti dal prof. Mario Monti, rimangono i più alti: l'Italia è il terzo contributore europeo in assoluto e il primo in relazione al reddito pro capite dei suoi abitanti.
"Complimenti" Mr. Berlusconi: oltre alle tante "Minetti" nei Consigli regionali di tutta Italia e in Parlamento, gli italiani hanno dovuto pagare anche anni e anni di manifesta incapacità nelle sedi europee ed internazionali. Mentre l'ex-premier, a capo di una banda di escort, Fiorito e Daccò varii, faceva battute, corna e barzellette condite da bestemmie, il condominio europeo rubava i nostri soldi.
Io non mi fido neanche della Sinistra. In Europa il Centro Sinistra italiano è succube: i leader di Sinistra dicono che in Italia ci vuole più Europa, ma al di là di questa bella espressione, più Europa in Italia ha significato finora, certo anche a causa dell'insipienza di Berlusconi-Tremonti-Frattini, due sole cose.
Primo: la nostra produzione industriale ed agricola massacrata da regole fatte non da noi, ma da altri che hanno interessi opposti ai nostri.
Secondo: i diritti che dovevano aumentare con l'Europa in realtà sono diminuiti. "Ce lo chiede l'Europa", dicono i governanti e i ministri dell'economia. C'è una perdita netta di sovranità popolare e l'Europa è diventata un "condominio" che impone regole a vantaggio di alcuni Paesi dotati di buoni apparati politico-diplomatici (Germania, Francia, Gran Bretagna) contro Paesi più poveri di mezzi economici o politico-diplomatici.
Questa Europa che presta soldi a tassi da usuraio e a vantaggio dei paesi usurai non è un'Europa da amare.
E' un'Europa che sta seppellendo gli ideali liberali e democratici su cui era stata fondata in un dopoguerra nato dalla lotta di liberazione dal nazifascismo.
Il Centro Sinistra farebbe bene ad acquisire una nuova e più creativa visione rispetto all'Europa.
La costruzione europea, pachidermia e burocratica, e l'unione monetaria, ingiusta e sbagliata, soprattutto per l'Italia, così come sono non hanno futuro.
Gli italiani pensino meno alle ideologie e si pongano l'obiettivo di inviare un gruppo di persone incorruttibili e professionalmente molto capaci nelle riunioni del triste condominio Europa.
E' in gioco la nostra libertà di oggi e di domani.
© RIPRODUZIONE RISERVATA Paolo Giunta La Spada
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